Si avvicina il giorno del giudizio, si avvicina il momento più importante di tutta la mia vita.
Anche quest'anno siamo arrivati al dunque: il test d'ammissione. 68 posti e più di 500 iscritti. I numeri non sono a mio favore. Questa notte non ho chiuso occhio cercando di immaginare quali domande di cultura generale potrebbero esserci ma non riesco a darmi pace.
Ricomincia la vita da topo di biblioteca... fine dei giochi, fine delle emozioni estive, fine della spensieratezza, fine delle notti brave. Cavolo, non pensavo di prenderla così tragicamente e invece mi manca il respiro se penso che tra poco passerò le mie giornate tra corriere, aule luride e malloppi di libri. Ho passato un agosto favoloso e allo stesso tempo incasinato... adesso è ora di tornare con i piedi per terra!
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2 commenti:
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Facoltà a numero chiuso
Non pensate che sia arrivato il momento di smetterla con queste stressanti selezioni?
Perché se devo entrare in una facoltà devo già sapere tutto prima di entrarci?
Non è giusto. Questa è la mia opinione. Ormai è più una questione economica che culturale.
Per affrontare un corso di preparazione ai test di medicina i costi sono da 750 euro fino ad un costo esagerato di 2000 euro. E se poi non entro? Ho fatto spendere soldi alla mia famiglia. Adesso esistono decine di libri diversi per i test. Le case editrici si arricchiscono e gli studenti che entrano in una facoltà sono 250/2500. perché devo rinunciare ai miei sogni? Perché per fare quello che mi piace devo essere ostacolato?
Il mio nome è Silvia. Sono una studentessa appena diplomata. Ho provato a fare i test in medicina ma non credo di essere entrata. Quest’anno mi sono ritrovata a fare i test in un’aula dove i 19enni erano pochissimi. Accanto a me avevo gente iscritta in farmacia, scienze biologiche e addirittura gente laureata. Perché questo? Perché al primo tentativo non si entra quasi mai. Per entrare in medicina devi avere almeno l’esperienza di un anno di scienze biologiche o farmacia.
Io sono contraria a questa selezione che si fa prima. È sbagliata. Si dovrebbero lasciare le porte aperte a tutti. Tanto una “selezione naturale” si verifica nel corso degli anni. E poi,visti i numerosi iscritti, si potrebbe fare come in giurisprudenza, ovvero si inseriscono al primo anno materie difficili in maniera tale che le persone interessate e volenterose continuino e quelle che erano lì per ripiego o per provare solamente se ne vadano a casa. Così sarebbe giusto. La facoltà in questo modo darebbe l’opportunità a tutti, solo quelli che riescono a darsi un certo numero di materie potrebbero continuare. Chiudere la porta a tutti prima di aver provato è sbagliato.
Sto cercando di diffondere questa idea. Cerco gente che mi sostenga, gente che la pensi come me e mi dia una mano per abbattere la barriera dei test. Ho pensato di scrivere a tutti i rettori delle università, di coinvolgere i sindaci delle maggiori città e di chiamare in mio aiuto personaggi come Beppe Grillo, che mi diano una mano. Ho bisogno però di gente che mi sostenga. Devo far scoppiare una “rivoluzione” e per far questo ho bisogno di ragazzi che abbiamo sogni, idee e voglia di fare quello che più desiderano e soprattutto siano incazzati perché le università ci stanno tagliando fuori. Questo è il mio indirizzo e-mail: silviagiambra@hotmail.it
Chi vuole aiutarmi e chi è contro le università a numero programmato, mi mandi una mail. Sto cercando gente per cambiare la situazione. Ho bisogno di aiuto. Da sola non posso fare molto. Ma se siamo in tanti, se davvero ci crediamo, allora sono convinta che qualcosa cambierà.
Grazie per l’attenzione,
Silvia.
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