giovedì 4 settembre 2008

Tra poche ore: la fine

Strano, sono agitata (e parecchio) per domani ma forse la rassegnazione supera l'agitazione e allora mi sono messa a pensare a quando da piccola dicevo "Io non voglio tornare all'asilo, io voglio diventare grande così posso visitare gli animali!"...
Riflettevo sul fatto che quando si è "cuccioli d'uomo" tutte le stupidaggini sembrano ostacoli insuperabili e poi si cresce... quando si raggiunge però il massimo della saggezza? Quand'è che si raggiunge l'apice di grandezza degli ostacoli? E c'è quest'apice? O forse i problemi crescono in maniera proporzionale alla nostra età anagrafica? Forse l'ultima opzione è quella giusta, in fondo da neonati il problema più grande ci sembrava la ciuccia vuota o il pannolino pieno, da fanciulli il problema più grande era quello di convincere la mamma a comprare un giocattolo, da adolescenti il problema più grande riguarda i brufoli e le prime cotte... e così via fino ad arrivare alla vecchiaia inoltrata dove il problema più grande è arrivare al giorno dopo.
Per la prima volta, dopo quasi 22 anni, ho voglia di tonare a preoccuparmi della ciuccia e del pannolino, ho voglia di tornare indietro e non di andare avanti, ho voglia di non pensare a niente e a nessuno, ho voglia di spensieratezza, ho voglia di tornare bambina.

lunedì 1 settembre 2008

SOLO IL TEMPO...

Vi va di sentire una storiella carina carina? Quando l'ho letta ho pensato che meritasse un posticino nel mio blog... in fondo tra mille cagate ogni tanto ci sta bene qualcosa di profondo...

C'era una volta un'isola sulla quale vivevano tutti i sentimenti e i valori: la Felicità, la Tristezza, la Conoscenza e tutti gli altri, compreso l'Amore.
Un giorno fu annunciato loro che l'isola stava per sprofondare così tutti prepararono le loro barche e lasciarono l'isola. Solo l'Amore volle aspettare fino all'ultimo momento. Quando l'isola fu sul punto di sprofondare l'Amore decise di chiedere aiuto. La Ricchezza su una barca imponente passò vicino all'Amore, che le disse: "Ricchezza, mi puoi portare con te?" - "Non posso, c'è molto oro e argento sulla mia barca e non ho posto per te".
L'Amore allora decise di chiedere alla Vanità che stava passando su un magnifico vascello: "Vanità, per favore aiutami!" - "Non ti posso aiutare, Amore. Tu sei tutto bagnato e potresti sporcare la mia barca" - rispose la Vanità. Allora l'Amore chiese alla Tristezza che gli passava accanto: "Tristezza, lasciami venire con te!" - "Oh, Amore sono così triste che ho bisogno di stare da sola". Anche la Felicità passò di fianco all'Amore ma era così contenta che non sentì la sua richiesta d'aiuto.
All'improvviso una voce disse: "Vieni Amore, ti porterò via con me". Era un vecchio. L'Amore si sentì così riconoscente e pieno di gioia che dimenticò di chiedere il suo nome. Quando arrivarono sulla terraferma il vecchio se ne andò. L'Amore si rese conto di quanto gli dovesse e chiese alla Conoscenza: "Chi mi ha aiutato?" - "E' stato il Tempo" rispose la Conoscenza. "Il Tempo?" - chiese l'Amore - "Perchè il Tempo mi ha aiutato?". La Conoscenza sorrise piena di saggezza e rispose: "Perchè il Tempo è capace di comprendere quanto sia grande l'Amore".